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L’ORATORIO DELLA CONFRATERNITA DEI NERI

L’oratorio della Confraternita dei Neri Mortis et Orationis si trova nella piazza principale del paese, accanto alla chiesa di San Giovanni Battista. Conosciuto anche come oratorio di Santa Maria di Porto Salvo, l'edificio venne costruito nel XVII secolo in stile barocco. Caratterizzato dalla facciata bicroma intonacata a righe bianche e nere ristrutturata nel 1922, l'ingresso è preceduto da una breve gradinata che immette in un semplice portale, affiancato da due portali laterali più piccoli, sormontato da una lunetta raffigurante un teschio sovrapposto a due tibie incrociate e la dicitura "Mortis-et-Orationis Confraternitas". La parte superiore della facciata è abbellita centralmente da una trifora, mentri ai lati, lungo lo stesso asse dei portali laterali, si slanciano due coppie di piccole semicolonne con capitelli corinzi.
L'interno è dominato dalla stesso stile decorativo della facciata: teschi e scheletri che guardano i fedeli tra le decorazioni in stucco e gli affreschi, a ricordare la fugacità della vita per ogni persona. Si conserva anche una statua di Sant’Antonio Abate, proveniente dallo scomparso convento dedicato al santo, presente verso l’anno Mille sul promontorio del Mesco.
La confraternita dei Neri ricoprì un ruolo molto importante nel XVI e XVII secolo, principalmente per dare sepoltura alle persone meno abbienti, in un'epoca in cui era frequente non disporre di denaro per quest'ultimo atto di carità. Le continue guerre e carestie di quei secoli avevano come conseguenza la morte di decine e decine di persone, in molti casi lasciate al loro destino. L'attività della confraternita, chiamata anche "La compagnia della morte", si completava anche con quarante ore di preghiera e adorazione dell'ostia consacrata. Per questo la compagnia prese il nome di Mortis et Orationis e con Papa Pio IV, nel 1560 le venne riconosciuto il diritto di ricevere elemosine, di costruire chiese ed oratori e di fondare nuove confraternite.
I confratelli portavano un saio nero, con una corda anch'essa nera, un cappuccio e un colletto, che aveva anche la funzione di mascherina per cercare di difendersi dal forte odore della decomposizione.

L’oratorio dei Neri