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La chiesa di San Giovanni Battista di Monterosso



La chiesa di San Giovanni Battista di Monterosso

La chiesa di San Giovanni Battista fu costruita tra la metà del XIII secolo e l'inizio del XIV. È uno splendido esempio di gotico ligure.
La facciata è a paramenti alternati di marmo bianco e serpentino verde scuro, con un portale ogivato leggermente strombato, affiancato da una doppia coppia di colonnine in marmo e arricchita da un rosone centrale traforato in marmo bianco, splendido esempio di gotico ornato, attribuito a Matteo e Pietro da Campiglio.
A pianta basilicale a tre navate, presenta un progressivo restringimento della larghezza delle navate verso l’ingresso, con il duplice effetto di creare un’illusione prospettica.
Il campanile merlato è formato dall’antica torre medievale di controllo in pietra verde, a pianta rettangolare, sopraelevata nel XV secolo.

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La chiesa di San Giovanni Battista

L’oratorio della Confraternita dei Neri Mortis et Orationis



L’oratorio della Confraternita dei Neri Mortis et Orationis

L’oratorio della Confraternita dei Neri "Mortis et Orationis" si trova nella piazza principale del borgo. Di stile barocco, conserva al suo interno una statua di Sant’Antonio Abate, proveniente dallo scomparso convento dedicato al santo. Risale al XVI secolo, quando durante la Controriforma, nacquero associazioni di devoti laici che si occupavano di opere di bene.

Approfondimento:
L’oratorio della Confraternita dei Neri Mortis et Orationis

L’oratorio dei Bianchi o di Santa Croce



L’oratorio dei Bianchi o di Santa Croce

Nel centro storico di Monterosso, oltre la chiesa di San Giovanni Battista, prendendo a destra, ci si imbatte nell’oratorio della Confraternita dei Bianchi o di Santa Croce. Deve il suo nome al colore della veste usata dai confratelli durante le processioni. Come a Monterosso, solitamente in ogni paese venivano formate almeno due confraternite, come testimonia l’oratorio della Confraternita dei Neri.
All’interno è custodito un organo ottocentesco di scuola pistoiese ed una cantoria lignea con parapetto dipinto.

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L’oratorio dei Bianchi o di Santa Croce

Il convento dei Cappuccini e la chiesa di San Francesco di Monterosso



Il convento dei Cappuccini e la chiesa di San Francesco di Monterosso

Sul colle di San Cristoforo, che divide la parte vecchia di Monterosso da quella nuova di Fegina, sorgono il convento dei Cappuccini e la chiesa di San Francesco. Eretto a partire dal 1619, la costruzione visse periodi duri, come la cacciata dei frati con Napoleone nel 1810. Nel 1894 Don Giuseppe Policardi, sacerdote del luogo, comprò la struttura, la restaurò e la donò ai Cappuccini.
La chiesa dedicata a San Francesco è molto suggestiva, ad un’unica navata circondata da altari in legno. All’interno si conserva una tela rappresentate la Crocifissione, attribuita a Van Dick, un San Girolamo penitente del Cambiaso ed una Madonna degli Angeli del 1896 di Oldoino Multedo.
Sulla destra della chiesa si entra nel suggestivo cimitero, posto dove sorgeva il castello Doria.

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Il convento dei Cappuccini e la chiesa di San Francesco di Monterosso

La Torre Aurora



La Torre Aurora

La torre Aurora si trova ai piedi del colle di San Cristoforo, tra le due spiagge di Monterosso. È una delle tre torri di guardia rimaste a Monterosso. Fu eretta nel XVI secolo dai Genovesi, per difendere il borgo dalle incursioni dei pirati.

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La torre Aurora

La statua del Gigante



La statua del Gigante

In direzione di Punta Mesco, verso Levanto, si vede lungo la costa l'imponente statua del Gigante, posto alla fine del lungomare della spiaggia di Fegina. Costruzione del 1910 in cemento armato e ferro, venne eretta da Giovanni e Juanita Pastine, monterossini che avevano fatto fortuna in Argentina e tornati in patria commissionarono la costruzione a Arrigo Minerbi di Ferrara e all’ingegnere Levacher. La statua raffigurante Nettuno completava Villa Pastine insieme ad una grande terrazza a forma di conchiglia, con i suoi 14 metri e 1700 quintali. Bombardato durante la seconda guerra mondiale e ulteriormente danneggiato nel 1966 da una forte mareggiata il gigante oggi si presenta come un tronco senza braccia, senza tridente, senza conchiglia e e senza una gamba.

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La statua del Gigante

Il castello di Monterosso



Il castello di Monterosso

Il castello di Monterosso, a strapiombo sul mare, sorge sul costone roccioso che separa l’antico nucleo abitato dalla più lontana Fegina. Di origine obertenga, i genovesi lo rafforzarono e costruirono nuove opere di fortificazione. Oggi restano tratti di mura con alcune merlature, tre torri circolari e una torre quadrata angolare sul lato occidentale.
Il sistema difensivo comprendeva anche una torre di guardia nel paese, l’attuale torre campanaria della chiesa di San Giovanni Battista e un’altra torre posta sugli scogli chiamata "Torre Aurora".

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Il castello di Monterosso

Il santuario di Nostra Signora del Soviore



Il santuario di Nostra Signora di Soviore

Il santuario di Nostra Signora del Soviore è il più antico santuario mariano ligure. Secondo le fonti storiche, il luogo dove fu costruito fu rifugio degli abitanti dello scomparso villaggio di Albareto, distrutto dal re longobardo Rotari nel 643. L’antichità delle origini è confermata dalle strutture murarie tuttora risalenti alle originarie e dalla documentazione datata 996 allorchè l’imperatore Ottone III volle visitarlo. Nel santuario si venera una statua lignea della Pietà attribuibile al XV secolo, di scuola nordica. La costruzione attuale è frutto di numerosi rifacimenti, che tuttavia lasciano intuire le origini romaniche, gli interventi gotici e gli ampliamenti settecenteschi. Il campanile a tre piani, coronato da una guglia, è aperto da bifore. Dal piazzale, nelle giornate limpide, si abbraccia con la vista dal promontorio di Portofino alla Riviera e alle Alpi Liguri verso ponente, dal Monte Pisano all’Arcipelago Toscano e alla Corsica a levante e di fronte.
La festa del santuario si svolge il 15 agosto. Feste minori sono celebrate il 7 luglio e la prima domenica dopo l’8 settembre.

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Il santuario di Nostra Signora di Soviore

La villa di Montale



La villa di Montale

Sulle prime pendici del Mesco si trova la villa del poeta Eugenio Montale 1896-1981, premio Nobel per la letteratura nel 1975. La sua villa estiva, delle Due Palme o come veniva chiamata dal poeta stesso "la pagoda giallognola" rappresenta un viaggio letterario attraverso opera come Ossi di Seppia, Mediterraneo e Meriggi di Ombre.

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La villa di Montale